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DAL SITO DELLA CARITAS DI POZZUOLI

http://www.caritaspozzuoli.it/tag/fondazione-paulus/

Iniziano sabato 18 gennaio alle ore 10 al Villaggio del Fanciullo (Sala Laurentiana) di Pozzuoli i seminari di formazione antiracket e antiusura. Il percorso di formazione è organizzata della Fondazione Paulus in collaborazione con Sos Impresa – Rete per la Legalità e la collaborazione scientifica delle cattedre di Criminologia e Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia dell’Università Suor Orsola Benincasa organizza un percorso di formazione rivolto ai nuovi volontari degli sportelli di prevenzione e contrasto all’usura e al racket. Oltre alle lezioni teoriche sono previsti anche dei laboratori esperienziali.

Prima di iniziare il seminario  di sabato 18, alle ore 10 è previsto un incontro con la stampaa cui parteciperanno il senatore Franco Malvano (commissario Regione Campania Antiracket e Antiusura), Silvio Lugnano (docente di criminologia ala Facoltà di Scienze della Formazione all’Istituto universitario Suor Orsola Benincasa), Marcello Ravveduto (storico della criminalità organizzata in Italia meridionale e direttore scuola di formazione regionale Sos Impresa – Rete per la Legalità), Luigi Cuomo (presidente della Fondazione Paulus e coordinatore nazionale di Sos Impresa. È stato invitato monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli e promotore della Fondazione Paulus.

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volontari_paulusUn percorso di formazione rivolto ai nuovi volontari degli sportelli di prevenzione e contrasto all’usura e al racket. A organizzarlo, la Fondazione Paulus, insieme a Sos Impresa – Rete per la Legalità e con la collaborazione scientifica delle cattedre di “Criminologia” e “Storia della criminalità organizzata nel Mezzogiorno d’Italia” dell’Università Suor Orsola Benincasa.

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paulus111Si è tenuto giovedì 29 dicembre, alla Curia di Pozzuoli, la prima edizione del “Paulus Day”, un momento di incontro, di condivisione e di programmazione delle iniziative della Fondazione Paulus. La Fondazione è nata esattamente un anno fa per volere del vescovo di Pozzuoli. Ospite il senatore Franco Malvano, commissario al coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura della Regione Campania.

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catechismo-anti-clan-a-quartoIl prelato di Pozzuoli ai bambini: la camorra è contro il Vangelo

Nello Mazzone 

QUARTO.Nel paese divenuto simbolo del triangolo criminale tra politica, camorra e malaffare delineato nell’inchiesta della Dda «Quarto Connection», nasce l’associazione antiracket mentre la diocesi vara il «catechismo anticamorra».Una catechesi fortemente voluta dal vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, che due giorni fa ha partecipato insieme al prefetto Francesco Musolino, al questore Luigi Merolla, al comandante provinciale dei carabinieri Marco Minicucci e al commissario nazionale antiracket, Elisabetta Belgiorno, al varo della neonata associazione. «La cultura camorristica è contro il Vangelo – ha detto il vescovo – La chiesa non può tacere dinanzi a certi avvenimenti e fenomenii llegali. Nella nostra diocesi accanto al percorso di catechesi cattolica, i bambini che si preparano ai sacramenti vengono educati anche al rispetto della legge, alla lotta alla camorra e, coinvolgendo anche i loro genitori, ad un percorso di contrasto alle forme di usura e racket, come stiamo sperimentando con la Fondazione Paulus». I volontari seguono i bambini e accompagnano i loro genitori nei percorsi condivisi di lotta all’usura. Pascarella ha ricordato gli anni trascorsi al fianco di monsignor Riboldi, vescovo anticamorra di Acerra e rievocato l’incontro con don Pino Puglisi, sacerdote del quartiere palermitano di Brancaccio ucciso dalla mafia.«Il buon cristiano deve rispettare anche le regole del vivere sociale – ha aggiunto Pascarella –Noi sosteniamo il progetto di legalità dell’associazione antiracket di Quarto». E’ difficile parlare di camorra in un territorio dominato dai clan Polverino e Longobardi-Beneduce, con il consiglio comunale sciolto due volte per presunte infiltrazioni camorristiche. A maggior ragione esporsi. Ma il progetto avviato da Gigi Cuomo di Sos Impresa e sostenuto dal pm Antonello Ardituro si è concretizzato. Prima la squadra antiracket Nuova Quarto Calcio; ora l’associazione «Quarto Legalità è Sviluppo » guidata dall’imprenditore Mimmo Brescia. «È un risultato tangibile del grande impegno che l’antiracket sta profondendo a Quarto–dice il pm Ardituro, che ieri ha assistito alla vittoriosa gara di ampionato della Nuova Quarto – È una scommessa e un investimento in risorse umane che ha pochi eguali in Italia. L’impegno di Cuomo ora merita l’assunzione di responsabilità collettiva degli imprenditori».

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pompieri-a-pozzuoliFurono sfollati in sessanta per la devastazione della sede di un mobilificio

NelloMazzone

POZZUOLI. Il commando entrato in azione la notte del 17 marzo 2011 in via Domitiana, che mandò in cenere un deposito di mobili e sventrò un palazzo di tre piani con una sessantina di sfollati, era composto da camorristi del clan Longobardi-Beneduce pronti a imporre il pizzo al titolare del negozio: ieri, con il parere favorevole della direzione distrettuale antimafia e della prefettura di Napoli, si è chiusa l’istruttoria con la concessione del risarcimento da quasi un milione di euro alle «vittime» dell’attentato. Un maxi indennizzo complessivo riconosciuto a Carmine Cacciapuoti, titolare dello show-room «Cacciapuoti Arredo Design», e a dieci famiglie residenti nello stabile che furono costrette a scappare via,di notte, tra lingue di fuoco e il crepitio di mobili in fiamme. Un inferno di fumo denso e acre. Innescato da una miccia. Un «chiaro atto camorristico di natura intimidatoria»,  secondo le indagini avviate dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli e coordinate dal pm della Dda Gloria Sanseverino. I militari trovarono due taniche di benzina all’ingresso del deposito di arredi, mentre una telecamera puntata in direzione del magazzino fu manomessa ed oscurata con vernice blu. Particolari che non lasciano dubbi: si trattò di un’azione criminale pianificata nei dettagli. Il commando era composto da almeno quattro persone. I malviventi, volto coperto dai passamontagna, avrebbero  raggiunto a piedi il deposito da una traversa sul retro che dà sulla zona di Sotto il Monte, periferia di Pozzuoli, svuotando due taniche da almeno quaranta litri prima di appiccare il fuoco. Cacciapuoti e dieci delle tredici famiglie complessive che abitavano nello stabile sgomberato e rimasto desolatamente vuoto per molti mesi, denunciarono subito tutto alle forze dell’ordine. E chiesero l’aiuto dell’associazione antiracket Sos Impresa per accedere al fondo previsto dalla legge per chi è vittima di episodi estorsivi. «Il parere favorevole emesso dalla Dda e dalla prefettura per l’accesso al fondo risarcitorio è un’ottima notizia – sottolinea Gigi Cuomo, responsabile di Sos Impresa – Cacciapuoti e tutti i residenti del palazzo hanno dato la massima collaborazione alle forze dell’ordine per scovare i colpevoli del raid camorristico, dando informazioni e consegnando l’hard disk con le immagini di una telecamera a circuito chiuso che aveva filmato il raid. Denunciare il racket conviene». Da quei fotogrammi, però, emerse poco o nulla: i malviventi avevano accecato le telecamere con vernice spray. E ora potrebbe arrivare un nuovo impulso nelle indagini a caccia dei colpevoli. «Ci auguriamo che presto sia possibile scovare i colpevoli– dice Carmine Cacciapuoti– Abbiamo vissuto in un incubo per molti mesi. Lontani dalle nostre case. Abbiamo perso tutto, ma ora grazie all’assistenza di Sos Impresa siamo stati risarciti».

 

fondazione-paulus-logoGli aiuti
Lo sportello contro il pizzo rilancia l’attività

«La notizia del risarcimento milionario concesso agli 11 denuncianti, tra cui Carmine Cacciapuoti, è un
esempio utile e  importante per lo Sportello antiracket che abbiamo aperto con il Comune nel Mercato ittico di Pozzuoli».  E’ il parere di Gigi Cuomo, che dallo scorso novembre coordina i lavori dello sportello della legalità. «Abbiamo fornito assistenza  del tutto gratuita e ora abbiamo in programma incontri antiracket con i commercianti del centro storico, di Toiano e  Monterusciello. Quartieri con forte presenza malavitosa».

 

( da Il Mattino Nord del 12 gennaio 2013 )