Home Aggiornamenti Raid del racket sì a risarcimenti per 11 famiglie

Raid del racket sì a risarcimenti per 11 famiglie

1558

pompieri-a-pozzuoliFurono sfollati in sessanta per la devastazione della sede di un mobilificio

NelloMazzone

POZZUOLI. Il commando entrato in azione la notte del 17 marzo 2011 in via Domitiana, che mandò in cenere un deposito di mobili e sventrò un palazzo di tre piani con una sessantina di sfollati, era composto da camorristi del clan Longobardi-Beneduce pronti a imporre il pizzo al titolare del negozio: ieri, con il parere favorevole della direzione distrettuale antimafia e della prefettura di Napoli, si è chiusa l’istruttoria con la concessione del risarcimento da quasi un milione di euro alle «vittime» dell’attentato. Un maxi indennizzo complessivo riconosciuto a Carmine Cacciapuoti, titolare dello show-room «Cacciapuoti Arredo Design», e a dieci famiglie residenti nello stabile che furono costrette a scappare via,di notte, tra lingue di fuoco e il crepitio di mobili in fiamme. Un inferno di fumo denso e acre. Innescato da una miccia. Un «chiaro atto camorristico di natura intimidatoria»,  secondo le indagini avviate dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli e coordinate dal pm della Dda Gloria Sanseverino. I militari trovarono due taniche di benzina all’ingresso del deposito di arredi, mentre una telecamera puntata in direzione del magazzino fu manomessa ed oscurata con vernice blu. Particolari che non lasciano dubbi: si trattò di un’azione criminale pianificata nei dettagli. Il commando era composto da almeno quattro persone. I malviventi, volto coperto dai passamontagna, avrebbero  raggiunto a piedi il deposito da una traversa sul retro che dà sulla zona di Sotto il Monte, periferia di Pozzuoli, svuotando due taniche da almeno quaranta litri prima di appiccare il fuoco. Cacciapuoti e dieci delle tredici famiglie complessive che abitavano nello stabile sgomberato e rimasto desolatamente vuoto per molti mesi, denunciarono subito tutto alle forze dell’ordine. E chiesero l’aiuto dell’associazione antiracket Sos Impresa per accedere al fondo previsto dalla legge per chi è vittima di episodi estorsivi. «Il parere favorevole emesso dalla Dda e dalla prefettura per l’accesso al fondo risarcitorio è un’ottima notizia – sottolinea Gigi Cuomo, responsabile di Sos Impresa – Cacciapuoti e tutti i residenti del palazzo hanno dato la massima collaborazione alle forze dell’ordine per scovare i colpevoli del raid camorristico, dando informazioni e consegnando l’hard disk con le immagini di una telecamera a circuito chiuso che aveva filmato il raid. Denunciare il racket conviene». Da quei fotogrammi, però, emerse poco o nulla: i malviventi avevano accecato le telecamere con vernice spray. E ora potrebbe arrivare un nuovo impulso nelle indagini a caccia dei colpevoli. «Ci auguriamo che presto sia possibile scovare i colpevoli– dice Carmine Cacciapuoti– Abbiamo vissuto in un incubo per molti mesi. Lontani dalle nostre case. Abbiamo perso tutto, ma ora grazie all’assistenza di Sos Impresa siamo stati risarciti».

 

fondazione-paulus-logoGli aiuti
Lo sportello contro il pizzo rilancia l’attività

«La notizia del risarcimento milionario concesso agli 11 denuncianti, tra cui Carmine Cacciapuoti, è un
esempio utile e  importante per lo Sportello antiracket che abbiamo aperto con il Comune nel Mercato ittico di Pozzuoli».  E’ il parere di Gigi Cuomo, che dallo scorso novembre coordina i lavori dello sportello della legalità. «Abbiamo fornito assistenza  del tutto gratuita e ora abbiamo in programma incontri antiracket con i commercianti del centro storico, di Toiano e  Monterusciello. Quartieri con forte presenza malavitosa».

 

( da Il Mattino Nord del 12 gennaio 2013 )

NO COMMENTS

Leave a Reply